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13/10/2021 GDPR-DPO ENTIONLINE: Pubblicazioni Ordinanza Abuso edilizio

In un'ordinanza relativa agli abusi edilizi sono indicati estremi del proprietario e i dati relativi l'immobile, al tipo di abuso e ai provvedimenti in atto.
Pur volendo oscurare gli estremi del proprietario, dai dati dell'immobile si potrebbe risalire al proprietario, e alle altre informazioni.
Con riferimento alla pubblicazione in Albo Pretorio, tali dati, in ragione della tipologia di provvedimento, devono essere mantenuti visibili o devono essere tutti oscurati (proprietario, immobile, tipologia di abuso e provvedimenti?)

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In merito alla pubblicazione in oggetto, l'Ente deve tenere presene la distinzione tra pubblicazione all'Albo Pretorio e pubblicazione in Amministrazione Trasparente.

- Pubblicazione all'Albo Pretorio: la pubblicazione all'Albo Pretorio per la durata di 15 giorni (art. 124 del D.L. 267/2000) dell'ordinanza relativa agli abusi edilizi nella quale sono indicati "estremi del proprietario e i dati relativi l'immobile", al tipo di abuso e ai provvedimenti in atto è lecita quando è rispettato il principio di «minimizzazione dei dati», e i dati personali indicati nell'ordinanza pubblicata risultano adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati (art. 5, comma 1 lett. c) del Reg. UE 679/2016), sicché nell'ordinanza pubblicata devono essere omessi i dati personali del proprietario, potendo lasciare i dati dell'immobile per il tempo strettamente necessario (15 giorni) alla pubblicità richiesta dalla legge (generale obbligo di pubblicazione provvedimenti amministrativi art. 124 D.lgs 267/2000);

- Pubblicazione in Amministrazione Trasparente: la pubblicazione dell'ordinanza in Amministrazione Trasparente è lecita con:

  • l'anonimizzazione di tutti i dati personali, inclusi i dati identificativi della persona, compresi nome e cognome ed i riferimenti del dato dell'immobile.

Nel caso di specie, la circostanza che dai dati dell'immobile, nella pubblicazione dell'ordinanza all'Albo Pretorio, si potrebbe risalire al proprietario, e alle altre informazioni, può essere neutralizzata attraverso la misura organizzativa di seguito indicata:

tutti i dati dell'abuso edilizio (dati personali identificativi della persona, compresi nome e cognome) compresi i dati dell'immobile dovrebbero essere inseriti in un documento allegato istruttorio, non oggetto di pubblicazione, da conservare agli atti, e accessibile a seguito di richiesta di accesso documentale (o civico qualora il controinteressato non si opponga).

Le motivazioni del parere sono di seguito indicate:
La materia oggetto del quesito risulta disciplinata dalle seguenti fonti normative e/o regolamentari:

  • D.P.R. 380/2001;
  • Linee guida del 15 maggio 2014;
  • Art. 124 del D.L. 267/2000 ("Pubblicazione delle deliberazioni", secondo cui: "1. Tutte le deliberazioni del comune e della provincia sono pubblicate mediante pubblicazione all'albo pretorio, nella sede dell'ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni di legge. 2. Tutte le deliberazioni degli altri enti locali sono pubblicate mediante pubblicazione all'albo pretorio del comune ove ha sede l'ente, per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni".

Dal quadro normativo in precedenza delineato si ricava, nel merito, quanto segue. Nello specifico caso in esame:

Il Garante, con le linee guida del 15 maggio 2014, aveva precisato che è lecito pubblicare all'albo pretorio i provvedimenti comprendenti i dati personali (nome cognome, indirizzo ecc, che sono diversi dai dati sensibili), solo se tale ipotesi è prevista da una specifica norma di legge o di regolamento. A fronte dell'obbligo normativo di pubblicazione, quindi, deve comunque esser verificata la necessaria pubblicazione dei dati personali, nei limiti del principio di pertinenza e non eccedenza.

Inoltre, la diffusione dei dati personali è corretta entro i limiti temporali previsti dalla normativa di riferimento o, in mancanza di indicazioni, fino al raggiungimento dello scopo per il quale l´atto è stato adottato e i dati resi pubblici. Occorre infine evitare l´indicizzazione nei motori di ricerca generalisti dei dati personali contenuti negli atti pubblicati nell´albo pretorio online.

Inoltre, il T.U. l'art. 31 comma 7 del D.P.R. 380/2001, dispone che "Il segretario comunale redige e pubblica mensilmente, mediante affissione nell'albo comunale, i dati relativi agli immobili e alle opere realizzati abusivamente, oggetto dei rapporti degli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria e delle relative ordinanze di sospensione e trasmette i dati anzidetti all'autorità giudiziaria competente, al presidente della giunta regionale e, tramite l’ufficio territoriale del governo, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti".

A fronte dell'obbligo normativo di pubblicazione,

  • emerge l'obbligo di pubblicare in albo pretorio i dati relativi agli immobili e non agli autori dell'abuso, in applicazione del limite imposto dal principio di pertinenza e non eccedenza.

In tal senso, in merito alla pubblicazione all'Albo Pretorio, è possibile:

  • pubblicare l'ordinanza contenente i dati relativi all'immobile, del tipo di abuso e dei provvedimenti in atto relativa agli abusi edilizi, per la durata di 15 giorni, ai fini dell'efficacia dell'atto, nel rispetto del principio di minimizzazione dei dati, ovvero garantendo che i dati personali indicati nell'ordinanza pubblicata siano adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati (art. 5, comma 1 lett. c) del Reg. UE 679/2016). Ciò comporta, quindi, che non possano essere pubblicati i dati personali del proprietario dell'immobile.
  • Poiché tuttavia, anche dai dati dell'immobile è possibile risalire all'identità del proprietario, può essere adottata l'ulteriore misura organizzativa, consistente nel pubblicare l'ordinanza che non contenga nemmeno i dati dell'immbile e che rinvii ad un allegato istruttorio che contiene, invece, sia i dati del proprietario che quelli dell'immobile ma che non viene pubblicato. Tale allegato deve essere conservato agli atti, e reso accessibile a seguito di richiesta di accesso documentale (o civico qualora il controinteressato non si opponga).

Per quanto concerne la pubblicazione in Amministrazione Trasparente è necessario:

  • pubblicare l'ordinanzaprevia anonimizzazione di tutti i dati personali, inclusi i dati identificativi della persona, compresi nome e cognome ed i riferimenti del dato dell'immobile.

Al riguardo, è maggiormente opportuno per l'Ente, procedere a pubblicare l'ordinanza totalmente priva degli estremi sopra indicati, facendo confluire tutti i dati personali ed tutti i dati relativi all'abuso in un documento separato, da conservare agli atti.

In conclusione, il PARERE dello scrivente Servizio di protezione dei dati personali è formulato nei termini di cui in motivazione.

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